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Cassazione: risarcimento a pm accusati di perseguitare Berlusconi

Cassazione: risarcimento a pm accusati di perseguitare Berlusconi

Devono essere risarciti i pm che vengono accusati di avere un atteggiamento “persecutorio” nei confronti dell’ex premier Silvio Berlusconi. E’ il risultato di una sentenza della terza sezione civile della Cassazione che ha bocciato il ricorso del quotidiano “Il Giornale” per un articolo pubblicato nel novembre 1999 dal titolo “Colpevole a tutti i costi”. In particolare, per effetto della decisione di Piazza Cavour “Il Giornale”, all’epoca diretto da Mario Cervi, dovrà risarcire la pm milanese Ilda Boccassini con 100 mila euro per la diffamazione subita.

Come ricostruisce la sentenza di Piazza Cavour, nell’articolo «si attribuiva ai magistrati della Procura di Milano, tra cui la Boccassini, di essersi assunti il compito di “rivoltare il Paese e di guidarlo”, di aver “selezionato con criteri politici e ideologici l’on. Berlusconi come indagato in pianta stabile e di seguire rigidi criteri politici e ideologici”».

La Cassazione ha sposato in pieno la sentenza della Corte d’Appello di Brescia dell’aprile 2006, evidenziando come il giudice di merito “aveva rilevato che i fatti descritti in termini diffamatori erano risultati, invece, rispondenti ad una doverosa attività dell’ufficio, le cui indagini si erano concluse con severe condanne per reati gravi e con la declaratoria di estinzione del reato per prescrizione nei confronti di Berlusconi e non già con assoluzioni”.

Inoltre, la Suprema Corte ritiene che sia “congrua” la motivazione della Corte di merito che aveva sottolineato come “l’attribuzione ad un magistrato di comportamento sleale e incompatibile con la sua funzione, il perseguimento dell’obiettivo di governare il Paese portando avanti una guerra a Berlusconi, comportando la negazione dello stesso ruolo istituzionale assegnato al magistrato, colpisce la persona/magistrato negando la sua stessa identità personale”. Da qui il rigetto del ricorso de “Il Giornale”.

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