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Diffamazione, niente carcere per i giornalisti: il nuovo testo approvato in Commissione

Diffamazione, niente carcere per i giornalisti: il nuovo testo approvato in Commissione

 

Niente carcere per i giornalisti condannati per diffamazione, ma restano le multe da 5mila a 50mila euro.

La commissione Giustizia della Camera ha approvato la riforma sulla diffamazione a mezzo stampa, il cui testo ora passerà all’Aula a partire dal 22 giugno. Lo ha reso noto Walter Verini, capogruppo Pd in commissione e relatore del provvedimento. “Dopo la seconda lettura da parte del Senato, il nostro lavoro ha confermato punti qualificanti e introdotto miglioramenti. Intanto – aggiunge – si conferma la cancellazione della pena del carcere per i giornalisti per questo tipo di reato. Inoltre, con la causa di non punibilità nel caso di pubblicazione integrale della rettifica richiesta, si tutela il diritto dei cittadini a non essere diffamati e la libertà dei giornali”. “Ci sono poi – spiega Verini – gli inasprimenti di sanzione in caso di querele temerarie, che spesso rappresentano vere e proprie intimidazioni a danno dei giornalisti”.

E’ stato approvato anche l’emendamento “salva giornalisti” in caso di fallimento dell’editore, come ad esempio le recenti vicende giudiziarie de l’Unità. “Si è pensato anche ai casi, purtroppo frequenti, di fallimento delle proprietà dei giornali – ha spiegato Verini – casi nei quali direttori e giornalisti vengono lasciati soli a risarcire, in caso di condanna, il danneggiato per diffamazione. In questi casi ci si potrà rivalere sulla proprietà fallita”

Resta fuori il tema della diffamazione nei blog, “da affrontare in sede di confronto sulle questioni della rete, anche dopo la fine del lavoro della commissione preposta insediata dalla presidente Boldrini e presieduta da Stefano Rodotà”.

 

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