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Diritto d’autore, “possibile soluzione” alla sfida editori-Google

Diritto d’autore, “possibile soluzione” alla sfida editori-Google

“Lancio una sfida ai nostri amici di Google, quella di trovare una via originale per l’Italia, una sorta di made in Italy dell’accordo fra editori e motori di ricerca”. A parlare così durante il suo intervento al “Big Tent Roma 2013” è il sottosegretario per l’Editoria Giovanni Legnini che si è soffermato sulle trattative in corso fra i due soggetti, convinti che “una soluzione solida” sia “a portata di mano, se si evitano rigidità di partenza. Sarà una soluzione che aiuterà l’Italia a crescere, perché Internet aiuta tutti a crescere”.

Legnini nell’evidenziare come occorra trovare un modo per comporre le reciproche posizioni delle parti, le sintetizza così: “Gli editori hanno il diritto di essere indennizzati per l’utilizzo dei contenuti editoriali da parte dei motori di ricerca. Mentre i motori di ricerca possono a ragione invocare anche un accrescimento della qualità dei contenuti e dei prodotti editoriali”.

La crisi del comparto editoriale, argomenta più in generale Legnini, “è in parte sì indotta da Internet e dalle nuove  tecnologie, ma in parte dipende dalla recessione generale: nell’ultimo quinquennio c’è stato un calo delle vendite di giornali e periodici del 22%, un decremento del fatturato del 15% e del 50% per quanto riguarda la raccolta pubblicitaria. Di fronte a questa crisi, che però è una crisi nella trasformazione, c’è un diseallineamente fra Internet e un quadro legislativo che non si è adeguato ai fenomeni in atto. C’è in sostanza un tema cruciale da affrontare che è quello della tutela della proprietà intellettuale, del diritto d’autore. A tal proposito è innegabile che esista un conflitto nel rapporto fra i dati e Google e non c’è dubbio che lo strumento giuridico del diritto d’autore concepito nel 1941 oggi non è più efficace. Occorre concepire il diritto d’autore sotto il profilo giuridico nell’era digitale”.

Rispetto a questo le possibilità che abbiamo di fronte sono tre: “Ignorare il difficile rapporto tra contenuti editoriali e Interent; utilizzare la norma imperativa; privilegiare lo strumento negoziale dando allo stato la funzione di arbitro o facilitatore, in ogni caso soggetto terzo che tenda a comporre i reciproci interessi rilevantissimi per lo sviluppo della rete e per invertire la tendenza di crisi del comparto editoriale” prosegue Legnini. Il sottosegretario è comunque ottimista: “Ci sono le condizioni perché si svolga una trattativa fruttuosa e noi ci sforzeremo di individuare nelle prossime settimane gli strumenti più rapidi ed efficaci per facilitare una conclusione positiva”.

Se andrà a buon fine l’accordo tra Google e gli editori, anticipa Legnini, “noi chiederemo che le risorse eventualmente ricavate vengano utilizzate per sostenere il progetto di innovaizone nel settore dell’editoria con l’uscita, l’ingresso dei giovani e l’innovazione tecnologica”.

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