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Il valore dei giornalisti nelle parole del cardinale Scola e di Papa Francesco

Il valore dei giornalisti nelle parole del cardinale Scola e di Papa Francesco

«Abbiamo bisogno di buoni comunicatori non solo dal punto di vista della capacita tecnica e di attrazione, ma nel raccontare l’umano di cui siamo diventati così poveri perché non siamo più capaci di ascoltarci». Questo l’appello dell’Arcivescovo di Milano, Angelo Scola, in occasione della ricorrenza del patrono dei giornalisti San Francesco di Sales, venerdì 24 gennaio.

«In una società plurale come la nostra ci sono tanti punti di vista diversi, la verità è complessa, il nostro limite è coglierla – ha spiegato Scola – Certamente viviamo in un epoca di grande travaglio – biotecnologie, incomprensibilità della finanza, meticciato – questo ci chiama a metterci la faccia. Dobbiamo partire dal nostro quotidiano, dal nostro limite, dai nostri affetti e giocarci in prima persona». Scola ha citato anche San Francesco di Sales, che «può essere di aiuto a chi fa il vostro lavoro», nella Filotea: «Se si riuscisse a togliere la maldicenza dal mondo, sparirebbero gran parte dei peccati e la cattiveria. A chi strappa ingiustamente il buon nome al prossimo, oltre al peccato di cui si grava, rimane l’obbligo di riparare in modo adeguato secondo il genere della maldicenza commessa… Tra tutti i beni esistenti il più prezioso è il buon nome. La maldicenza è un vero omicidio, perché tre sono le nostre vite: la spirituale, la corporale e la vita civile che consiste nel buon nome. Il peccato ci sottrae la prima, la morte ci toglie la seconda, la maldicenza ci priva della terza. Il maldicente con un solo colpo vibrato dalla lingua compie tre delitti: uccide spiritualmente la propria anima e quella di colui che ascolta e toglie la vita civile a colui del quale sparla».

“Comunicazione al servizio di un’autentica cultura dell’incontro” è il tema scelto da Papa Francesco per la 48ª Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali: «In questo mondo, i media possono aiutare a farci sentire più prossimi gli uni agli altri; a farci percepire un rinnovato senso di unità della famiglia umana che spinge alla solidarietà e all’impegno serio per una vita più dignitosa. Comunicare bene ci aiuta ad essere più vicini e a conoscerci meglio tra di noi, ad essere più uniti. I muri che ci dividono possono essere superati solamente se siamo pronti ad ascoltarci e ad imparare gli uni dagli altri. Abbiamo bisogno di comporre le differenze attraverso forme di dialogo che ci permettano di crescere nella comprensione e nel rispetto. La cultura dell’incontro richiede che siamo disposti non soltanto a dare, ma anche a ricevere dagli altri. I media possono aiutarci in questo, particolarmente oggi, quando le reti della comunicazione umana hanno raggiunto sviluppi inauditi. In particolare internet può offrire maggiori possibilità di incontro e di solidarietà tra tutti, e questa è una cosa buona, è un dono di Dio».

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