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La satira in Europa, prima e dopo Charlie Hebdo

La satira in Europa, prima e dopo Charlie Hebdo

“La satira in Europa, prima e dopo Charlie Hebdo” è il titolo del convegno che si è svolto lunedì 4 aprile presso il Centro incontri della Regione Piemonte, che ha approfondito il tema della libertà d’espressione e di satira dai diversi punti di vista: giuridico, culturale e giornalistico. Un interessante appuntamento organizzato dal Consiglio regionale del Piemonte con la Consulta Europea, l’Ordine dei Giornalisti del Piemonte e con il patrocinio della Commissione Europea.

«La satira deve far sorridere e riflettere allo stesso tempo – ha detto il presidente dell’Assemblea piemontese, Mauro Laus – può essere uno strumento della democrazia». «Il rapporto tra satira e religione è uno dei temi caldi di questo periodo – ha affermato la vicepresidente Daniela Ruffino – quello che è successo a Charlie Hebdo ci pone delle domande a cui dobbiamo dare risposte»Alberto Sinigaglia, presidente dell’Ordine dei Giornalisti del Piemonte, ha aperto i lavori sottolineando il fatto che oggi la libertà di fare satira può anche costare la vita.

Sono seguiti gli interventi degli esperti. Thierry Vissol, consigliere speciale DG COMM Media Comunicazione ha parlato dell’importanza della libera satira nel dibattito democratico: «La satira deve essere in grado di provocare, di aprire un dibattito democratico. deve far ridere ed essere proporzionale ai poteri che critica, ma non può – per definizione – essere politicamente corretta»Dino Aloi, editore e vignettista, co-autore con Thierry Vissol del volume “Libertà di espressione in Europa”, ha mostrato al pubblico in sala alcune vignette satiriche storiche, tratte dalla sua collezione: «La satira in Italia è stata rappresentata in molte testate, ne sono state pubblicate più di 1.400 da metà Settecento ad oggi».

Alberto Toscano, presidente Club Presse Européenne di Parigi, ha parlato del dibattito sulla satira che si è sviluppato in Francia prima e dopo i fatti violenti di Charlie Hebdo: «Le frontiere della satira sono due: i limiti della legge e i limiti imposti dal mercato. Charlie Hebdo ha portato sempre più avanti i limiti, la libertà di espressione è indiscutibile ma non deve diventare offesa personale».

Giulio Enea Vigevani, docente di Diritto dell’informazione all’Università degli Studi di Milano-Bicocca ha parlato di satira e religione e di diritto all’irriverenza: «La satira, in tutti gli ordinamenti, ha limiti posti dalla legge non esiste una linea retta: di solito è lecita la satira verso il potere dominante, meno quella verso il basso».

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