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Legge sulla diffamazione, Iacopino: “Una pistola puntata alla nuca di giornalisti che guadagnano pochi euro”

Legge sulla diffamazione, Iacopino: “Una pistola puntata alla nuca di giornalisti che guadagnano pochi euro”

“Che la situazione in Italia sia grave a causa della legge sulla diffamazione lo dimostra l’assenza a questa audizione di Alessandro Sallusti che, a tanti mesi dalla commutazione della pena da parte del presidente della Repubblica, non ha ancora il diritto ad espatriare”. Così Enzo Iacopino, presidente dell’Ordine dei giornalisti, ha aperto il suo intervento all’audizione sulla legge sulla diffamazione in Italia organizzata a Strasburgo dalla Commissione per i media dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa.

Iacopino ha comunque ricordato che la legge sulla diffamazione colpisce migliaia di giornalisti italiani. “Tra il 10 e il 12 novembre, mentre in Parlamento si discuteva di una riforma della legge, sono arrivate all’Ordine 70 segnalazioni da giornalisti colpiti da denunce per diffamazione”, ha sottolineato Iacopino osservando che questa è “una pistola puntata alla nuca di giornalisti che guadagnano pochi euro, tre, quattro, ad articolo, e che si vedono fare causa per migliaia di centinaia di euro. La soluzione – ha aggiunto – non è certo l’impunità dei giornalisti, cui sono contrario, ma piuttosto intervenire perché vi siano rettifiche immediate e sanzioni da parte dell’Ordine, che in casi estremi può arrivare a radiare il giornalista”. Iacopino ha quindi detto di essere contrario sia alle sanzioni penali che a quelle economiche, anche perché “la giustizia ordinaria è lenta, mentre l’Ordine può risolvere un caso in massimo due mesi”.

(Fonte: Ansa)

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