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Sottosegretario Peluffo: “Siamo il Paese con i contributi pubblici all’editoria più bassi”, scesi a 150 milioni di euro

Sottosegretario Peluffo: “Siamo il Paese con i contributi pubblici all’editoria più bassi”, scesi a 150 milioni di euro

Tra i Paesi europei oggi l’Italia è quello con “il più modesto sostegno pubblico” all’editoria. A sottolinearlo, ricordando “l’opera di trasparenza, semplificazione e moralizzazione” realizzata sui contributi al settore, è il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega per l’editoria, Paolo Peluffo, alla presentazione del rapporto sulla filiera della carta. “Le leggi sull’editoria oggi sono molto diverse da quelle di un anno fa”. Stop al vecchio sistema dei contributi diretti alle imprese a favore di un sistema che, grazie alla tracciabilità dei pagamenti, si è trasformato in una sorta di “rimborso spese”.

Non solo. “La cosiddetta grande editoria non ha più nulla da due anni e mezzo a questa parte”, tranne l’Iva agevolata su libri e giornali che in un paese dove solo il 46% dei cittadini legge “almeno un libro l’anno” è da ritenersi “essenziale” per la difesa della lingua e della cultura italiane, sottolinea Peluffo. “Siamo un paese che legge poco” afferma il sottosegretario che ribadisce che, anche con l’Iva tra l’1 e il 2% tra libri e giornali, “abbiamo comunque il più basso sostegno all’editoria in Europa”.

Nel 2007 il sostegno pubblico all’editoria in Italia, ricorda Peluffo, era pari a 600-700 milioni di euro a fronte di 1 miliardo di euro della Francia: oggi in Francia i fondi pubblici al settore sono arrivati a quota 1 miliardo e 200 milioni, in Italia sono scesi a 150 milioni.

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